Commento riassuntivo del torneo
Venerdì 6 luglio si è conclusa la 34^ edizione del torneo dei rioni di calcio, che ha visto trionfare per la tredicesima volta in questa manifestazione la Carraiola. Scritto così sembrerebbe che tutto sia filato liscio, ma purtroppo questa edizione è stata caratterizzata da molte polemiche. Nella prima fase molto incerta, la squadra più organizzata e determinata è sembrata il Centro, che si è qualificata direttamente per la finale vincendo 4 gare e pareggiandone 1; mentre dietro si è accesa la bagarre con l’arrivo di 3 squadre Carraiola, Stigliano, Casenove ad 8 punti, e la classifica avulsa ha determinato la semifinale escludendo le Casenove dalla competizione. Nella semifinale ha vinto la Carraiola, ma la vittoria è arrivata a “tavolino” dopo che la partita è finita 3 a 2 per Stigliano; infatti la Carraiola appellandosi al regolamento non rispettato da Stigliano, nella regola che, quest’anno per la prima volta, prevedeva l’utilizzo di un calciatore Under 18 per l’ intera durata della gara (regola in uso nei campionati dilettanti della FIGC a partire dalla 1^ Categoria). La cronaca: alla fine del 1° tempo la Carraiola era in vantaggio per 2 a 0. Al termine della prima frazione il giocatore Under 18 di Stigliano si infortunava e veniva sostituito nel 2° tempo con un giocatore non Under 18. Nella ripresa i ragazzi verdenero andavano in bambola e soccombevano alla compagine avversaria, il quale riusciva a ribaltare il risultato anche grazie al determinante apporto del neo entrato che segnava il goal del provvisorio 2 a 2 e si procurava il rigore poi trasformato del definitivo 3 a 2. Alla fine la Carraiola presentava reclamo alla società e da quel momento a Canale sono iniziate le polemiche che ancora non si placano. La finale ha visto una determinata Carraiola battere per 4 a 1 un’ottimo Centro (sembrata la squadra che più meritava la vittoria finale) orfano di alcune pedine fondamentali nella scacchiera della squadra titolare. Ma l’attenzione è comunque rimasta sulla gara di semifinale, e tornando alle polemiche, mi chiedo se è giusto continuare a disputare questa manifestazione, perchè divide un paese già abbastanza lacerato da politica ed altro, e tutto a discapito della locale società di calcio che, suo malgrado, si trova al centro di polemiche del quale farebbe volentieri a meno. Questo anche in considerazione del fatto, che ormai da alcune edizioni la gente non risponde più all’attrazione delle dispute rionali, dimostrazione ne sono gli incassi divisi tra le contrade, dimezzati rispetto a qualche anno fa. Ultima considerazione va fatta sull’opportunità da parte della contrada Carraiola di esporre reclamo; qui mi rifaccio al senso civico delle persone (questo è sempre un mio pensiero e non voglio certo fare morali a nessuno), se ci sono delle regole nella vita come nello sport, queste vanno rispettate, inoltre la regola “galeotta” è stata voluta fortemente da tutti (società sportiva e contrade) tranne che dalla Carraiola, ed ironia della sorte è stata l’unica che ne ha beneficiato. Nel calcio (almeno di questo sono certo) i reclami si fanno (anche perché di perdere non va a nessuno), e specialmente per questa regola durante i vari campionati dilettanti se ne vedono a iosa, perciò se prima si vogliono modificare i regolamenti poi non si venga a dire che chi vuole giustizia (sportiva) non è persona “Dignitosa”, come è stato fatto nei confronti della Carraiola e dello scrivente in modo particolare, perché se Dignità significa NON RISPETTO DELLE REGOLE allora è vero non siamo dignitosi; ma Dignità significa andare a testa alta e non aver paura di affrontare gli avversari oltre che rispettarli. Se si commettono degli errori (banali in questo caso), si fa un piccolo mea culpa e si riparte, non si criminalizza chi usufruisce di questi errori a suo vantaggio.
Riccardo Rabbai.

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